Originariamente il nome del paese era "Camorata", tant'e' che ancora oggi gli abitanti attuali per indicare questo posto dicono "La Cammorata".

L'aggettivo "Vecchia" e' stato dato nel momento in cui e' stata costruita la Nuova Camerata.
In effetti in questi luoghi gli studiosi di archeologia hanno rinvenuto resti significativi di tombe neolitiche, scavate nella roccia e chiuse con lastre di pietra; dentro i sepolcri vi hanno trovato, insieme alle spoglie del defunto, anche oggetti che gli appartenevano in vita, come asce, freccie e punte.

 

Il nome del paese di "Camerata", o più precisamente "Camorata" appare per la prima volta nel documento n. 208 del "Regestro Sublacense" nel novembre 1060.

Rainaldo, che abita nella vecchia Carseoli,  dona all’Abazia Sublacense la chiesa di San Pietro e la Rocca in Camerata.

...ecclesia Sancti Petri quae sita est in Camorata... cum omnibus ad eam
pertinentibus... et ipsa rocca in capite de ipsa Camorata... .

 

Di conseguenza possiamo dedurre che, se nel 1060 viene formalizzato questa donazione, questi manufatti dovevano essere stati costruiti già da parecchio tempo che possiamo stimare in 100 o 150 anni; possiamo quindi affermare che la nascita di Camerata (Vecchia), o Camorata che dir si voglia, dovrebbe attestarsi intorno all’anno 900-960 dc

Lontano dalle strade di comunicazione, costruito e nascosto sulla sommita' di un promontorio roccioso (1250 mt slm) pressoche' inespugnabile, il castello di Camerata era circondato da imponenti mura nelle quali si apriva un'unica porta.


Una presenza ed una difesa che duro' fino al 1859, anno in cui il paese venne distrutto da un violento incendio.

Dipinto di Camerata realizzato da Weckesser

August Wechesser 1858: L'unica immagine completa di Camerata Vecchia per ora disponibile (anno 2009)

 

L'Incendio di Camerata Vecchia

Era il 9 gennaio del 1859.
Quello che si racconta e' che verso le 2 del pomeriggio dal camino della casa di Simone Pelosi, abitata in quel periodo dalla famiglia di Antonio Galeri, uscirono alcune scintille di fuoco.
Trasportate da un forte vento che soffiava da Cappadocia, esse raggiunsero il tetto in legno delle abitazioni vicine, provocando i primi focolai dell'incendio.
In poco tempo il fuoco, spinto dal forte vento, si propago' per i paese, ed a poco valsero i tentativi degli abitanti di Camerata e dei Militari della locale gendarmeria di domare le fiamme.
Come si vede dalle foto nella sezione "percorsi virtuali" del sito, l'acqua a Camerata Vecchia proveniva da quella piovana, e veniva conservata in cisterne in pietra presenti sotto le case; possiamo quindi immaginare la difficolta' ad utilizzare l'acqua per spengere le fiamme.
Il bilancio della trageria fu di 6 morti e molti feriti, ma la cosa peggiore fu la distruzione del paese.
Molti trovaro rifugio presso la chiesa della Madonna delle Grazie, la quale trovandosi alcune centinaia di metri fuori il paese fu salvata dalla rovina; per molto tempo questa chiesa fu l'unico tetto per molti Cammoratani.
Questa e' la storia "ufficiale" che tra l'altro vogliamo approfondire; un'altra storia che si racconta e' legata alla politica "internazionale" dell'epoca.
Questi posti sono stati, durante il periodo del regno temporale della chiesa di Roma, territori di confine con tutti i problemi connessi.
Vicino c'era il Regno delle due Sicilie e si era agli albori della proclamazione del il regno d'Italia (1860); si racconta che sicari dei borboni organizzarono l'incendio contro il papato per motivi che ora ci sfuggono.
L'impegno che stiamo prendendo e' quello di raccogliere e pubblicare nel sito le testimonianze ed i documenti in merito.

Incendio di Camerata dipinto da Weckesser

August Weckesser: Brand im Sabinergebirge ( l'incendio di Camerata Vecchia)

Esposto ai Museo di Ognisanti di Shaffausen