Con la presente la scrivente associazione pensa di dare il suo contributo alla stesura del piano di assetto del parco dei Monti Simbruini.

In primo luogo ci presentiamo e dal seguente link è possibile scaricare il nostro curriculum: http://www.cameratavecchia.it/ChiSiamo/CVAssociazionesett2014.pdf .

Venendo subito al punto, sono 4 gli argomenti nei quali vanno approfonditi gli interventi, 3 riguardano il parco nella sua globalità, ed uno è specifico su Camerata Vecchia.

Prima di illustrare i punti, vanno fatte delle premesse che fotografano la situazione dopo trenta anni di funzionamento del parco:

L’istituzione del parco, se da un lato ha svolto il suo compito di mantenere integro e naturalisticamente importante un territorio, dall’altro ha fallito nel rapporto con la popolazione, diventando di fatto una imposizione ed una costrizione.

Pertanto il potenziale di sviluppo economico eco-sostenibile è stato completamente disatteso e, dopo 30 anni, possiamo dire che su questa tema l’istituzione del parco ha fallito i suoi obiettivi.

Ha fallito dal punto di vista economico poiché il reddito pro capite degli abitanti della zona è il più basso di tutto il Lazio, ed ha fallito dal punto di vista demografico perché lo spopolamento dei millenari paesi è aumentato enormemente.

Questi due dati debbono far riflettere e debbono essere tenuti in considerazione nel bilancio degli effetti del primo piano di assetto che ha interessato il parco dei Monti Simbruini nei suoi primi 30 anni.

Pertanto le riflessioni e le proposte che faremo in questo documento vanno verso una prospettiva che vede sicuramente le potenzialità di uno sviluppo eco sostenibili del nostro territorio, ma che deve saper arginare un negativo integralismo ambientalista applicato alla vita sociale ed economica dei nostri paesi.

Pertanto va ribadito il concetto che, se a causa di leggi regionali o nazionali, gli abitanti del nostro territorio non possono usufruire dei nuovi strumenti messi a disposizione dalla tecnologia, oppure non possono utilizzare gli stessi servizi dei comuni limitrofi al parco, allora bisogna riconoscere, prevedere e sancire un indennizzo, un contributo o la messa in opera di particolari progetti al fine di poter accedere agli stessi strumenti, le stesse funzioni e/o servizi; ovviamente non è compito del piano di assetto farlo, ma esso può sancire questo dato di fatto al fine di stimolare il legislatore in sede nazionale o regionale ad operare nel senso di permettere ai cittadini l’accesso e/o l’utilizzo di tali servizi e strumenti.

Nel nuovo piano di assetto questo concetto di riconoscimento di situazione svantaggiata deve essere inserito.

Di seguito due proposte che entrano subito nel merito :

  1. 1) Come previsto dall’agenda digitale 2020, ogni abitante italiano dovrà avere entro il 2020 l’accesso alla banda larga alla velocità di almeno 30 Mbit/sec; la situazione attuale è disastrosa e solo in piccole porzioni di territorio si raggiunge la velocità di 4-5 Mbit/sec ad un costo comunque superiore alla media nazionale; la velocità media si attesta comunque a 0,64 Mbit/sec con un costo superiore alla media nazionale.   Questo significa che bisogna prevedere che nel territorio del parco dovranno essere effettuati interventi infrastrutturali per portare questa banda larga, e sappiamo che si dovranno realizzare Scavi, installazione di Pali, Antenne e quant’altre lavorazioni necessarie per raggiungere lo scopo.  SE questo non dovesse essere possibile perché si entra in contrasto con le leggi di tutela ambientale oppure per via di più alti costi, allora bisogna prevedere un indennizzo alle popolazioni oppure particolari progetti per compensare i maggiori costi, oppure ancora deroghe ambientali per permettere l’accesso a queste nuove tecnologie, che oramai è opinione diffusa essere indispensabili per uno sviluppo eco sostenibile;

2) Stesso discorso riguarda l’utilizzo delle energie rinnovabili; anche queste fanno parte delle strategie del 2020; stiamo parlano di produzione di energia con Fotovoltaico, con Micro eolico e Solare termico; Abbiamo svariati esempi nel nostro territorio di bocciatura nella realizzazione di tali impianti.       Ebbene, tali impedimenti vanno tolti !  

SE questo non dovesse essere possibile perché si entra in contrasto con le leggi di tutela ambientale oppure per via di più alti costi, allora bisogna prevedere un indennizzo alle popolazioni oppure particolari progetti per compensare i maggiori costi, oppure ancora deroghe ambientali per permettere l’utilizzo di queste nuove tecnologie, che oramai è opinione diffusa essere indispensabili per uno sviluppo eco sostenibile;

Un terzo punto che vale la pena di approfondire è la valorizzazione dei produttori nell’ambito delle attività agro-silvo-pastorali.

Per secoli queste attività sono state la spina dorsale dell’economia e della vita delle persone che vi hanno vissuto; dimostrando, tra l’altro, una possibile strategia di resilienza che deve far riflettere e che pensiamo debba essere applicata per il futuro.

Per il futuro di questi territori, la vocazione rurale deve essere ripristinata e valorizzata; ovviamente bisogna coniugarla con un approccio multifunzionale, polivalente e sostenibile con un ambiente incontaminato come il parco naturale.

Pertanto nel redigendo piano di assetto, il tema di agevolare le imprese agricole attuali e favorire la nascita di quelle future deve essere previsto.

Inoltre va rilevato che, per motivi storici, l’estrema frammentarietà del territorio, le imprese agricole saranno di piccole dimensioni, pertanto va preso atto di questa realtà .

Agevolare significa, facilitare i PUA, con il relativo abbattimento degli oneri burocratici per le imprese agricole nel realizzare le opere di cui hanno bisogno .

Inoltre proponiamo che per gli agricoltori che praticano la Permacultura, sia riconosciuta la loro importanza ambientale e che ci siano ulteriori agevolazioni in termini di utilizzo del territorio e della loro pratica.

Una breve definizione della Permacultura aiuta a comprendere l’importanza di questo approccio all’agricoltura in un parco naturale :

Il significato si è evoluto nel tempo; si è partiti dal concetto di "permanent agriculture", agricoltura permanente. Successivamente una definizione più corrente di permacultura, che riflette l’allargamento del suo focus implicito nel libro “Permaculture One” di Bill Mollison e da David Holmgren è; “terreni progettati coscientemente in modo da riprodurre gli schemi e le relazioni presenti in natura, in grado di produrre abbondanza di cibo, fibre ed energia al fine di provvedere ai bisogni locali” . Le persone, i loro edifici ed il modo in cui organizzano se stessi sono centrali nella permacultura. Pertanto Permacultura oggi significa "permanent culture", cultura permanente, significato che riflette i 40 anni ormai raggiunti da questa metodologia di progettazione.

Il quarto ed ultimo punto riguarda il sito archeologico di Camerata Vecchia.

Come Associazione abbiamo dedicato molte energie fisiche e mentali per valorizzare questa ricchezza, come abbiamo scritto nel nostro curriculum.

La nostra visione è quella di renderlo un particolare ed originale museo a cielo aperto, che data la sua posizione è possibile visitare solo attraverso delle escursioni.

Pertanto La Storia, l’arte e la natura si mescolano per visitare questo millenario sito archeologico, creando così un mix coinvolgente ed unico nel suo genere.

Fino adesso l’Associazione si è mossa in questo senso, ma molta altra strada deve essere fatta.

Di seguito illustriamo la progettualità che pensiamo debba essere attuata nel sito archeologico di Camerata Vecchia:

  1. A)Istituzione di un campo archeologico con relativi scavi; Questa attività per gli esperti di archeologia medievale è molto importante, infatti Camerata Vecchia essendo andata distrutta nel 1859, rappresenta una sorta di libro di storia medievale relativo ai possedimenti dell’abbazia sublacense; nei restanti paesi del comprensorio queste informazioni sono andate perdute poiché oggetto di successivi e ripetuti interventi edilizi che hanno snaturato i manufatti e ne hanno compromesso la loro comprensione in termini storico-archeologico.  Al contrario Camerata Vecchia è rimasta quella che era e sotto la coltre di terra ed erba nasconde tante verità che gli archeologi medievali vanno cercando.     Da notare che parte di questa attività progettuale è stata già immaginata dalla facoltà di archeologia medievale dell’università la Sapienza di Roma durante il Summer School Camp 2013.     Ovviamente con il progredire degli scavi, saranno rese disponibili le scoperte emerse durante lo studio ed i lavori nonché le aree oggetto di scavi;
  2. B) Messa in sicurezza delle rovine. Questo è uno dei primi interventi da realizzare per far si che il degrado delle strutture rialzate non peggiori ulteriormente. A tal proposito esiste una proposta (seppur parziale ma che può essere estesa) realizzata come tesi di laurea in architettura e restauro della facoltà di Architettura dell’università La Sapienza di Roma e già presentata pubblicamente il 21 marzo 2015 durante un seminario organizzato dall’Associazione Pro Camorata.
  3. C) Messa in sicurezza delle rovine con parziale recupero delle strutture rialzate complementare al punto 2; A tal proposito esiste una proposta (seppur parziale ma che può essere estesa) realizzata come tesi di laurea in architettura e restauro della facoltà di Architettura dell’università La Sapienza di Roma e già presentata pubblicamente il 21 marzo 2015 durante un seminario organizzato dall’Associazione Pro Camorata.  L’originalità di tale proposta consiste nel riuscire a realizzare un intervento conservativo e di recupero allo stesso tempo con una tecnica semplice, ingegnosa, originale e soprattutto relativamente poco costosa.
  4. D) Intervento di recupero di parti delle strutture rialzate al fine di renderle fruibili dal punto di vista museale/espositivo e come evocazione di immagini e degli interni di vita vissuta nel borgo; nei luoghi così ricostruiti potranno trovar posto ricostruzioni di interni delle antiche case ed una esposizione dei reperti ritrovati durante le campagne di scavi.
  5. E) Prevedere delle aree a Camerata Vecchia, nelle quali poter realizzare iniziative culturali ( e naturalistiche) originali per la tipologia del luogo, ma molto suggestive; come Rappresentazioni Teatrali, concerti musicali acustici, esposizioni e/o concorsi di arti pittoriche, osservazioni collettive del Cielo in notturna e così via .

Nell’allegato 1 è mostrata una mappa del catasto gregoriano con sovrapposta una veduta aera di Camerata Vecchia.

Sono stati cerchiate le varie zone oggetto degli scavi (zona in rosso), della messa in sicurezza e di recupero (zona verde) .    

Per quanto riguarda dell’individuazione dell’area culturale, bisognerà effettuare ulteriori approfondimenti insieme alle facoltà di Archeologia Medievale e di Architettura.

Per maggiori informazioni storiche ed immagini su Camerata Vecchia è disponibile il sito web dell’Associazione Pro Camorata http://www.cameratavecchia.it, nonché il libro “Camorata: una storia durata 1000 anni” composto da 192 pagine, realizzato ed edito sempre dalla nostra Associazione ed arrivato alla sua 5° edizione.